Esercizi

Pensieri in emersione.

La progettazione del paesaggio è una disciplina estremamente complessa. Al suo interno convivono molteplici aspetti da tenere in considerazione e fare agire insieme.

Progettare il paesaggio vuol dire comunque entrare in contatto con fisionomie di origine naturale che appartengono al sistema-suolo, alla crosta terrestre.

In questo senso diviene importante esercitare la mano e il pensiero creativo attraverso lo strumento del segno-disegno e articolare un sistema fatto di figure messe in connessione.

Le figure devono relazionarsi tra loro in maniera congrua proprio come nel paesaggio il dato antropico deve relazionarsi in maniera congrua con il dato naturale.

Si tratta di un puro esercizio compositivo che agisce in un campo, di forma quadrata, senza un rapporto di scala stabilito.

Qualsiasi supporto, qualsiasi tecnica, qualsiasi formato si adatta all’esercizio; basta rispettare la proporzione dei quattro lati uguali.

Una volta giunti ad un buon livello all’interno della composizione si passa al livello seguente: il progetto di uno spazio, di un cubo, più precisamente di un esaedro.

Questa volta entrano in gioco le misure (10 x 10 x 10 m) e soprattutto l’architettura: non esiste una funzione da rispettare in senso specifico ma l’uomo, con i suoi apparati dimensionali, deve poter usufruire di questa spazialità.

Il rapporto con l’esercizio precedente è di grande intimità: la nuova fisionomia deve risentire delle strutture compositive costruite nel piano.

E’ quindi fondamentale che non si tratti di una mera estrusione che porti ad un rapporto di pianta e alzato Non deve essere questo.

All’interno del processo progettuale si individuano dei temi che inducono a scavare, incidere, connettere, stirare, aggiungere, togliere.

In sintesi conformazione della materia che conduce alla conformazione dello spazio architettonico.

Al termine, forse, il progetto del paesaggio, soprattutto la sua ideazione-rappresentazione, può essere affrontato con maggiore sicurezza e abilità.